Blog Poems: Fey

Blog Poems: Fey

Blog Poems: Fey

Oggi cominciamo a vedere delle poesie prese dal blog Hello Poetry. La possibilità di trovare uno spazio poetico libero permette di osservare un’espressione dell’internet svincolata da interessi legati al profitto. Qui le poesie vengono scritte per necessità di estetica, mettere in una forma regolata le immagini che pulsano dalla nostra creatività. Questo è senza dubbio uno dei grandi vantaggi di internet e ci permette di lasciare una voce nello Spirito del Tempo.

La prima poesia che andiamo a leggere si tratta di Cyberpunk Loneliness di Fey. Questa poesia dipinge una caratteristica distopia cyberpunk senza però allontanarsi dal mondo contemporaneo. Questo permette di lasciare quella laterale sensazione che la poesia posso parlare proprio a noi e della nostra epoca. Inoltre traduce questo mondo con colori vividi e una metrica a rima baciata. La forma però è solo il contenitore delle riflessioni su un mondo ultra individualista dove regna la solitudine. Ma, seguendo i canoni cyberpunk, una ribellione può sempre arrivare dagli ultimi. Questi però non portano una lotta armata e capiscono che il modo migliore per sconfiggere la solitudine e ribellarsi ad essa andando a cercare gli altri. E adesso l’immedesimazione con la nostra epoca si fa più confortante.

La seconda poesia è sempre del solito autore Fey e di nuovo c’è un riferimento al mondo cyberpunk nel titolo con Night City (la città di Gibson e Cyberpunk 2077). Anche questa volta però il confine tra presente ed un futuro distopico è molto labile. La città viene descritta nella suo aspetto totalitario (la città si abbandona agli occhi di tutti), ma tralascia anche un’aura spirituale.

Poi arriva lo strappo. Il mio nome non puoi averlo. E comincia un commiato verso una persona che sicuramente sembra pretendere troppo dalla voce narrante, ma viene anche salutata alla fine con gentilezza. Sono due amanti in un rapporto tossico? Un androide che si è reso cosciente del suo stato e cerca la libertà? La risposta non ci interessa, rimaniamo intrigati dal fascino di questa scomparsa.

Cyberpunk Loneliness – Fey
In the heart of the city, where magenta veins pulsate,
A symphony of lights, where shadows dissipate.
Alleys whisper secrets, in electric glow they bathe,
Where loneliness is currency, in another world depraved.

Billboard signs flicker like fireflies in the night,
A digital dance, a city’s heartbeat in flight.
In the labyrinth of circuits, where dreams collide,
Loneliness echoes, in the depths where souls want to hide.

Fast-paced technology, a relentless stream,
In the dimly-lit alleys, lost souls scream.
Connections fleeting, in a cybernetic maze,
Anxiety is thriving, in the digital craze.

In the city smog’s haze, where futures are sold,
Humanity fades, in a world growing cold.
Echoes of the past, in the television’s static hum,
Heartbroken minds persist, in the city’s artificial thrum.

Yet amidst the chaos, a flicker of hope,
In the sprawling streets, where outcasts elope.
For in the depths of darkness, a spark ignites,
A rebellion against loneliness, in the rain-drenched nights.

So let the puddle glow, let it guide the way,
Through fiberglass and darkness, we’ll find our day.
In the embrace of technology, we’ll carve our fate,
And in the retina-burning neon lights, we’ll find a new state.
Solitudine cyberpunk – Fey
Nel cuore della città, dove pulsano vene magenta,
Una sinfonia di luci, dove le ombre si dissipano.
I vicoli sussurrano segreti, si bagnano di bagliori elettrici,
Dove la solitudine è moneta corrente, in un nuovo mondo depravato.

I cartelloni pubblicitari tremolano come lucciole nella notte,
Una danza digitale, il battito del cuore di una città in volo.
Nel labirinto dei circuiti, dove i sogni si scontrano,
La solitudine risuona, nel profondo dove le anime vogliono nascondersi.

Tecnologia frenetica, flusso inarrestabile,
Nei vicoli poco illuminati, le anime perdute urlano.
Connessioni fugaci, in un labirinto cibernetico,
L’ansia fiorisce, nella smania digitale.

Nella foschia dello smog della città, dove si vende il futuro,
L’umanità svanisce, in un mondo che si congela.
Echi del passato, nel ronzio statico della televisione,
Le menti affrante persistono, nel frastuono artificiale della città.

Eppure in mezzo al caos, un barlume di speranza,
Nelle strade tentacolari, dove gli emarginati fuggono.
Perché nel profondo dell’oscurità si accende una scintilla,
Una ribellione contro la solitudine, nelle notti bagnate di pioggia.

Quindi lascia che la pozzanghera brilli, lascia che guidi la strada,
Attraverso la fibra di vetro e l’oscurità troveremo la nostra giornata.
Nell’abbraccio della tecnologia, scolpiremo il nostro destino,
E nelle luci al neon che bruciano la retina troveremo una nuova esistenza.
Night City – Fey
I wander swiftly on the edge of moonlight,
when the sun hides its translucent shadows
and the city indulges in everyone’s sight,
moving under sunken, rain-starved meadows.

My name is not yours to take.
I am myself, I am thy ghostly gaze.
And I vanish from the remnants of our occupied space,
without you knowing, without the softness of your gentle face.
Night City – Fey
Vago veloce al limite del chiaro di luna,
quando il sole nasconde le sue ombre traslucide
e la città si abbandona agli occhi di tutti,
muovendosi sotto prati sommersi e affamati di pioggia.

Il mio nome non puoi averlo.
Sono me stesso, sono il tuo sguardo spettrale.
E svanisco dai resti del nostro spazio occupato,
senza che tu lo sappia, senza la dolcezza del tuo viso gentile.


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