Il Visconte Cibernetico
Il Visconte Cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell’intelligenza artificiale (pubblicato da Luiss University Press) è un saggio scritto da Andrea Prencipe e Massimo Sideri. Il libro usa l’eredità intellettuale di Italo Calvino come chiave di lettura per orientarsi nell’era dell’Intelligenza Artificiale Generativa e dei grandi cambiamenti tecnologici.
Anziché trattare l’Intelligenza Artificiale solo da un punto di vista tecnico o catastrofista, gli autori mostrano come Calvino avesse già anticipato il rapporto tra uomo, linguaggio e macchina. Prencipe e Sideri analizzano i testi calviniani e formulano un vero e proprio “Metodo Calvino” per cogliere la complessità del presente senza farsi travolgere dalla tecnologia. Il “Metodo Calvino” consiste nell’osservare i fenomeni naturali, umani e sociali attraverso la prospettiva della tensione, fatta dall’opposizione di due concetti contrari e muoversi così nel mondo con un pensiero divergente.
Molto interessanti sono le osservazioni in merito all’ascesa dell’Iperstoria: Se il passaggio tra preistoria e storia era stato segnato dalla nascita della scrittura, adesso che l’intelligenza generativa sta colonizzando la scrittura e il dato si sovrascrive alle lettere, stiamo entrando in una nuova epoca storica. Abbandonando alle macchine il compito di sviluppare per iscritto i nostri pensieri, stiamo indebolendo la nostra capacità di pensare? I modelli di IA generativa ci forniscono risposte immediate per qualsiasi quesito e fanno sempre più parte della nostra vita quotidiana e professionale. Voltare le spalle all’IA non è una soluzione, ostacolare una nuova tecnica non è mai servito a molto se non a rallentare un fenomeno emergente. Tuttavia, gli autori sottolineano che la vera cifra dell’intelligenza umana non sta nel trovare risposte rapide, ma nella capacità di formulare le domande giuste, coltivare il dubbio, il pensiero divergente e l’esplorazione dell’ignoto.
Il libro analizza diverse opere di Calvino e le inquadra nell’ottica di questa riflessione sull’intelligenza generativa. Un altro esempio interessante parte dal fatto che la capacità umana di generare domande e risposte è stata messa prima in crisi da Google e ora dall’IA. Ma gli autori ancora una volta osservano nel “Metodo Calvino” un superamento della dialettica tra ars interrogandi e ars respondendi, sottolineando l’importanza dell’ars dubitandi.
Osserviamo così che lo smarrimento e lo sbaglio sono parte integrante dell’apprendimento umano e della vera creatività, ambiti che la pura ottimizzazione algoritmica tende ad eliminare. Se il dubbio, la creatività cerca di minimizzare le probabilità che una combinazione si sia già presentata, si fonda quindi su un processo contrario a quello dell’IA generativa dove si cerca di massimizzare combinazioni già presentate e connesse.
Consiglio la lettura di questo libro perché offre una nuova chiave di lettura alle splendide opere di Italo Calvino. Ovviamente non aspettatevi nè un romanzo, nè un saggio sull’IA.
Ma un viaggio nell’esperienza culturale di Calvino che ci ricorda che di fronte alla rivoluzione digitale la vera sfida non è fermare la macchina o venerarla, ma affinare la nostra umanità, il nostro linguaggio e il nostro pensiero critico.


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