La Poesia è Cyberpunk

La Poesia è Cyberpunk

La Poesia è Cyberpunk – Stefania Lucchetti

Il poeta, l’hacker della cognizione,
l’ultimo baluardo
di sovversivo umanesimo.
La poesia è cyberpunk:
la parola trasformata in ribellione.

Questa raccolta di poesie di Stefania Lucchetti uscita a Giugno 2025 manifesta una chiara intenzione che possiamo intendere già dalla poesia omonima che dà il nome al libro. La poesia è sempre stata innovazione linguistica ed ideologica, e l’autrice le fa indossare i panni dell’estetica cyberpunk. La parola così diventa un atto di resistenza e ribellione in un mondo dove ci siamo resi conto che progresso tecnologico non significa progresso umano.

L’autrice precedentemente si era dedicata a tematiche legate alla vita quotidiana e alla mitologia classica (Macchie di caffè sui miei libri). Ed infatti le poesie della nostra raccolta non sono inserite in un mondo distopico-fantascientifico tipico del cyberpunk. Se questo può giustamente far corrugare la fronte a chi ricerca versi estratti da un mondo di Gibson, il contesto contemporaneo in cui sono inseriti i versi permette ugualmente di osservare tre temi principali che si ritrovano nell’estetica cyberpunk. Il primo è sicuramente da ritrovare nel valore eversivo della parola. In poesie come La Poesia è Cyberpunk, Scrittura Formulaica, Poesie d’Amore, Semantica, La Tela l’autrice riflette sul valore essenziale del linguaggio poetico all’interno di una società dove la parola ha perso il suo significato essenziale a favore di una comunicazione consumistica o, al massimo, burocratica e svuotata di ogni valore.

Il secondo tema consiste nel rifiuto della materialità, evidenziando una ricerca  spirituale della poetessa. In poesie come Accumulo e Anima nel Guscio l’autrice si discosta dalla promessa consumista che qualcosa di esterno possa rappresentare il nostro valore interiore. Da cui nasce un percorso di morte e ricerca, come si vede nelle poesie 404 Page not Found e Muse, per ritrovare un’identità più autentica.

Questa ricerca si manifesta anche fisicamente nel terzo tema dove l’autrice si analizza e arriva alla conclusione che il mito dell’apparenza, a cui questa società ci sottopone, non risponde veramente alle necessità di espressione del nostro corpo. Poesie come Mostro, Pezzi di Me, Essenziale rifiutano l’immagine del nostro corpo che dobbiamo dare, ponendoci riflessioni su quanto sia importante il rapporto tra natura e ibridazione umana.

Un ultimo discorso lo merita il linguaggio perché ovviamente è fondamentale per soppesare il carattere di un poeta. L’autrice innanzitutto decide di pubblicare le sue poesie sia in italiano che in inglese, viste le sue esperienze di vita cosmopolita. Questo è affascinante perché gli permette di illuminare le sue immagini con due luci diverse. Le poesie quindi non sono più dei tratti scolpiti nella roccia, ma sono proiezioni fluide che si fanno afferrare dal lettore con maggiore libertà. Per il resto il linguaggio è quotidiano, anche se si cerca di utilizzare un microlessico “digitale” per dare significato all’interpretazione cyberpunk della raccolta. La forma della poesia è senza vincoli e, anche se l’autrice si concede a volte strofe e metrica più definite, il verso non diventa mai una scrittura formulaica

In conclusione, La Poesia è Cyberpunk di Stefania Lucchetti non è un libro cyberpunk. Ma questo non le impedisce di offrire delle immagini stimolanti che riflettono il mondo presente e possono prepararci a nuovi orizzonti.


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