Poesie della Nigredo: Cyberpunk

Nuotare in platino / fuso liquido / Questo noi facciamo/ per splendere.

Già il titolo completo dell’opera di cui vado umilmente a parlare non lascia pensare a una lettura che vuole essere attraversata facilmente. Poesie della Nigredo: Cyberpunk. Canti al Neon Cyberpink cibernetici metropolitani doloranti di Irina Bosco Staiano. Poesie Alchemiche Transgenere Quaderni Poetici

La Nigredo è la prima fase della trasmutazione alchemica. Una fase di decadenza e morte per permettere la rinascita. Ed in questa raccolta la poetessa inserisce il proprio corpo e la propria esperienza nel mondo contemporaneo per vederlo cadere e mutare.

Questa non è l’opera prima dell’autrice che si inserisce in un percorso più elaborato di trasformazione che rimane collegato alla metafora alchemica, ma sembra trattare temi anche più spirituali.

L’opera si inserisce nella cultura cyberpunk non tanto nell’ambientazione fantascientifica, quanto nel sentimento di mutazione del corpo. Rimane invece un appello lessicale a questo mondo, come possiamo vedere nella scelta dei nomi delle sezioni. Le sezioni dell’opera sono sette: Adolescenza e Droghe, Cyberpunk, Meetropoly, Surrealist, Corpo, Depressioni, Mar Morto

Il tema principale è l’esperienza del corpo nella sua fisicità, mutazione e decadenza. Un corpo e un’identità che vengono sezionati ed osservati dentro il mondo contemporaneo fatto di luci ultradimendionali, media avversi e oggetti quotidiani di una tecnica moderna che è già obsoleta.

Il linguaggio è a tratti confidenziale e a tratti rivelatorio, senza vincoli di forma oltre alla pura e drammatica espressione linguistica nelle sue immagini. Le rime si presentano improvvisamente con insistenza, come un dolorino continuo che ti ricorda la presenza di una parte del corpo. Nello spregiudicato uso della parola completamente a servizio dell’immagine che l’autrice vuole evocare, non è difficile pensare alle avanguardie poetiche del futurismo. Ma qui non si fa avanguardia, la metrica insolita è sempre sfruttata al servizio dell’immagine e nei nervi zampettanti viene da pensare al gigantesco Majakovskij.

Questo corpo ha iniziato a battere.

Altri, non ne sento

Nel testo si ripropongono la serie di poesie di corpo e asfalto. Immagini che racchiudono i due aspetti principali che si ritrovano per tutta l’opera a inseguirsi e fronteggiarsi: il corpo ed il mondo della tecnica. La maggiore autenticità emotiva si coglie nell’abbandono dell’autrice verso il corso del mondo. Un abbandono che a tratti sembra ferito e a tratti sembra un brodo primordiale pronto all’evoluzione.

In conclusione le Poesie della Nigredo Cyberpunk di Irina Bosco Staiano sono un percorso poetico affascinante e coinvolgente. Lettura consigliata agli appassionati di cyberpunk, ma anche a chi cerca una poesia un po’ più della poesia intimista degli oggetti quotidiani che ci circonda.


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